Circolare n.37

Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua

Salò, 2 dicembre 2020

Con la presente circolare desideriamo informarvi sui vantaggi, collegati alla formazione dei dipendenti, conseguenti all’adesione ai Fondi Interprofessionali.

La formazione aziendale è da sempre un tema centrale e negli ultimi anni, con le sfide del digitale e dell’Industry 4.0, lo è sempre di più.  Desideriamo quindi informarvi o ricordarvi che In Italia la gran parte delle risorse arriva dai Fondi Interprofessionali.

I Fondi Interprofessionali sono organizzazioni atte a creare dinamiche associative tra le entità di rappresentanza dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori, il cui scopo è di promuovere e diffondere la formazione aziendale finanziata e continua dei lavoratori stessi.

L’adesione ai Fondi interprofessionali permette alle imprese di destinare una quota fissa pari allo 0,30% dei contributi versati all’INPS (anche detto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”) alla formazione e quindi alla crescita professionale dei propri dipendenti. L’INPS provvederà dunque a finanziare le attività di formazione rivolte ai lavoratori delle imprese che hanno aderito in modo spontaneo, trasferendo tali contributi al Fondo.

Il Decreto Legislativo n.150/2015 riconosce l’importanza e il valore di tali organismi, inserendoli all’interno della Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro.

Per aderire ad un Fondo Interprofessionale, l’azienda non è tenuta a sostenere alcun onere aggiuntivo, poiché il versamento della quota dello 0,30 % avviene comunque in quanto obbligatorio.

Destinare tale quota dei contributi ad un Fondo Paritetico Interprofessionale costituisce per l’azienda una garanzia del fatto che lo “0,30%” versato ritornerà in un certo qual modo nelle casse aziendali, convertito in azioni formative utili a qualificare/riqualificare i propri dipendenti e ad aumentare il know-how interno.

Dal punto di vista operativo, l’adesione ad uno specifico Fondo avviene attraverso il modello di denuncia contributiva del flusso UNIEMENS (come previsto dalla Circolare Inps n. 107 del 1° ottobre 2009).

L’adesione si può effettuare ogni mese dell’anno, ed è sufficiente farla una volta sola: ogni anno, infatti, l’adesione si considera tacitamente rinnovata fino ad esplicita revoca, effettuabile in qualsiasi momento.

Attraverso i fondi si possono finanziare 4 tipi diversi di piani formativi:

  • piani territoriali, che prevedono azioni di formazione che coinvolgono imprese di settori produttivi diversi che operano sullo stesso territorio;

  • piani settoriali, rivolti a più imprese dello stesso settore;

  • piani aziendali, dedicati ai lavoratori delle singole aziende;

  • piani individuali, ovvero dei percorsi formativi volti alla riqualificazione delle competenze di uno o più lavoratori.

Una volta che l’impresa decide di destinare ad un Fondo Interprofessionale le proprie risorse accantonate, è il fondo stesso che stabilisce le modalità di erogazione della formazione finanziata. Di seguito però indichiamo le maggiori distinzioni utili a comprendere le possibilità oggi previste in Italia dagli strumenti di finanziamento per la formazione:

  1. Il conto formazione: l'azienda dispone di una sorta di salvadanaio in cui raccogliere la quota di contributi destinati al Fondo, da cui può attingere per finanziare le attività formative che intende offrire ai lavoratori, secondo i tempi e le modalità che ritiene più adatti. Questa modalità è molto vantaggiosa per le aziende perché permette di accumulare delle somme considerevoli; tuttavia, c'è un limite di tempo di 2 anni per poter utilizzare i finanziamenti messi da parte, al termine dei quali il capitale non utilizzato viene riversato nel Conto Sistema per finanziare i bandi.

  2. Il conto sistema: questa modalità di finanziamento si realizza attraverso la pubblicazione di bandi, a cui le imprese possono partecipare presentando un proprio Piano Formativo, progettato ad hoc per far acquisire al personale le competenze necessarie al contesto lavorativo. Il Piano Formativo viene valutato e inserito in una graduatoria. L'impresa può partecipare ai bandi indetti dal Fondo e rendicontare la parte finanziaria al termine di ogni attività formativa.

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