Con la presente vi informiamo che è stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 20 novembre 2021, la Legge 5 novembre 2021, n. 165, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, riguardante «Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening».
Vediamo insieme le novità più rilevanti.

IL LAVORATORE PUÒ CONSEGNARE UNA COPIA DEL GREEN PASS AL DATORE DI LAVORO
Ecco quanto sancito dal comma 5 dell’art. 9-quinquies e dell’art. 9-septies del D.L. n. 52 del 22 aprile del 2021 ossia che, al fine di semplificare e velocizzare i controlli nei confronti dei lavoratori del settore pubblico e privato, sarà possibile, per i lavoratori stessi, su base volontaria, consegnare la certificazione verde al proprio datore di lavoro.
I lavoratori che opteranno per questa soluzione saranno esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro. Questa misura, agevolando sia le piccole che le grandi imprese, risulta un utile strumento per facilitare il controllo circa il possesso del green pass nei confronti di quei lavoratori che, pur non recandosi in azienda, svolgono attività lavorativa presso terzi o clienti.
La misura introdotta pone non pochi dubbi in materia di trattamento dei dati personali dei lavoratori. Infatti, il Garante della Privacy ha evidenziato alcune criticità circa la nuova modalità operativa nella misura in cui rischia di precludere la piena realizzazione delle esigenze sanitarie sottese al sistema del green pass. Tuttavia, l’illegittimità delle previsioni di cui al comma 5 dell’art. 9-quinquies e dell’art. 9-septies sembra doversi escludere, considerando che il caso di specie rientra tra quelli, già codificati in materia di privacy, che consentono al datore di lavoro di trattare dati sensibili del lavoratore quando ciò avvenga per ottemperare a norme di legge e purché il trattamento non ecceda i limiti strettamene necessari.

LAVORATORI SOMMINISTRATI
Di rilevante portata risulta anche la novità di cui al comma 4 dell’art. 9-septies del D.L. n. 52 del 22 aprile 2021. La disposizione in questione prevede che, per i lavoratori somministrati, la verifica del rispetto dell’obbligo di possedere ed esibire il green pass competa all’utilizzatore e che sia, invece, onere del somministratore informare i lavoratori circa la sussistenza di tale obbligo.

SOSTITUZIONI RINNOVABILI NELLE AZIENDE PRIVATE CON MENO DI 15 DIPENDENTI
La legge di conversione fornisce anche ulteriori chiarimenti e novità per i datori di lavoro delle aziende private che abbiano meno di quindici dipendenti e per i quali, il comma 7 dell’art. 9-septies del D.L. n. 52 del 22 aprile 2021 prevede la possibilità, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, di sospendere il lavoratore per una durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione.
Le nuove modifiche di cui al comma 7 dell’art. 3 del D.L. n. 127/2021 stabiliscono, in primo luogo, che i dieci giorni entro cui poter sostituire il lavoratore sospeso in quanto privo del green pass debbano intendersi esclusivamente come giorni lavorativi e, in secondo luogo, che, a differenza di quanto previsto dal decreto oggetto di conversione, la sostituzione non sia rinnovabile una sola volta ma più volte, sempre entro il limite attuale imposto per la fine dello stato di emergenza ossia il 31 dicembre 2021.

SCADENZA DEL GREEN PASS IN CORSO DI PRESTAZIONE LAVORATIVA
Riguardo la scadenza della validità del green pass in corso di prestazione lavorativa, recependo le modalità di condotta attuate nella prassi sino ad ora e confermate anche nelle FAQ pubblicate sul sito del Governo, il nuovo art. 3-bis del D.L. n. 127/2021 dispone che per i dipendenti pubblici e privati la scadenza della validità della certificazione verde COVID-19 in corso di prestazione lavorativa non dia luogo alle sanzioni previste, rispettivamente, dai commi 7 e 8 dell’art. 9-quinquies e dai commi 8 e 9 dell’art. 9-septies. Tuttavia, come specificato dalla norma, la permanenza del lavoratore a cui scade il green pass durante l’orario di lavoro è ammissibile e tollerata solo per il periodo di tempo necessario per far sì che possa concludersi il turno di lavoro.

Come di consueto lo Studio è a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento in materia.

AMARELLI & PARTNERS

Circolare n.34

Legge di conversione del decreto-legge relativo al green pass nei luoghi di lavoro

22 novembre 2021