Con la presente segnaliamo che l’Inps ha emanato le Circolari n. 24 del 11/02/2021, e n. 30 del 19/02/2021, con le quali ha fornito indicazioni circa gli esoneri contributivi previdenziali per le aziende che non richiedono i trattamenti di integrazione salariale previsti dall’ 12, commi 14 e 15, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 e dal successivo art 1 commi da 306 a 308, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021).
Di seguito, riportiamo una sintesi degli aspetti principali trattati dalle suddette circolari.

1. ESONERO PREVISTO DAL DECRETO RISTORI 137/2020
L’ammontare dell’esonero in trattazione è pari alle ore di integrazione salariale fruite anche parzialmente nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL.
Tale importo può essere fruito, fino al 31 gennaio 2021, per un periodo massimo di quattro settimane e deve essere riparametrato e applicato su base mensile.
L’ammontare dell’esonero prescinde dal numero dei lavoratori per i quali si è fruito dei trattamenti di integrazione salariale, in quanto la contribuzione datoriale non versata nella suddetta mensilità di giugno 2020 costituisce esclusivamente il parametro di riferimento per l’individuazione del credito aziendale

2. ESONERO PREVISTO DALLA LEGGE DI BILANCIO 176/2020
L’ammontare dell’esonero in trattazione è pari alle ore di integrazione salariale fruite anche parzialmente nel mese di maggio e/o giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL.
Tale importo può essere fruito, fino al 31 marzo 2021, per un periodo massimo di otto settimane e deve essere riparametrato e applicato su base mensile.
La previsione normativa individua nel datore di lavoro (identificato sulla base della matricola INPS) che ha fruito dei trattamenti di integrazione salariale nei mesi di maggio e/o giugno 2020 il soggetto beneficiario e destinatario dell’esonero, indipendentemente dalla circostanza che i lavoratori in forza nei mesi di effettiva fruizione dell’esonero siano i medesimi lavoratori in forza durante la fruizione dei trattamenti di integrazione salariale nei mesi di maggio e/o giugno 2020.

ALTERNATIVITA’ TRA ESONERO E INTEGRAZIONI SALARIALI
Ai fini del legittimo riconoscimento dell’esonero è previsto che i datori di lavoro interessati non richiedano i nuovi trattamenti di cassa integrazione (ordinaria o in deroga) o l’assegno ordinario previsti dalle rispettive normative richiamate in premessa.

CONDIZIONI DI SPETTANZA
Circa le condizioni di spettanza, l’esonero contributivo è subordinato alle seguenti condizioni previste dall’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296 del 2006:
 regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC);
 assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
 rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Inoltre, si fa presente che, ai fini della legittima fruizione dell’esonero, il datore di lavoro deve attenersi al divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo fino al 3 marzo 2021, pena la revoca del beneficio e l’impossibilità di presentare domanda di integrazione salariale.

COORDINAMENTO CON ALTRE MISURE
L’esonero in trattazione, in continuità con quanto previsto dall’articolo 3 del decreto-legge n. 104/2020, è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta e a condizione che per gli altri esoneri di cui si intenda fruire non sia espressamente previsto un divieto di cumulo con altri regimi.
Quanto alla sequenza secondo cui debba operarsi la cumulabilità tra gli esoneri, ove consentita, la stessa deve avvenire in ragione delle norme approvate, in ordine temporale, sul presupposto che l’ultimo esonero introdotto nell’ordinamento si cumula (ove così previsto) con i precedenti sulla contribuzione residua “dovuta”.

Si ricorda che l'applicazione del beneficio è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. Successivamente, con apposito messaggio, l’Istituto emanerà le istruzioni per la fruizione della misura di legge in oggetto, con particolare riguardo alle modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro.

Come di consueto lo Studio è a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento in materia.

AMARELLI & PARTNERS

Circolare n.9

Esoneri versamenti per aziende che non richiedono cassa integrazione

28 febbraio 2021